
Essenza e principio di funzionamento
I complessi micorrizici sono miscele di spore fungine che possono esistere e svilupparsi in simbiosi con determinate specie di alberi. Questi funghi penetrano nel sistema radicale e formano una rete ramificata che aumenta la superficie di assorbimento dell'acqua e delle sostanze minerali. Di conseguenza, i germogli ricevono più risorse e si sviluppano più rapidamente anche su terreni impoveriti o argillosi.
La formazione di tale legame richiede da due a sei settimane dopo l'applicazione del preparato. Di conseguenza, le condizioni del terreno migliorano, la massa radicale cresce e la resistenza dei giovani alberi ai fattori esterni aumenta notevolmente. La tecnologia è particolarmente efficace nelle seguenti fasi:
- ripristino primario di aree recentemente disboscate;
- rafforzamento dei germogli deboli in zone con alterato ricambio idrico;
- protezione delle piantine dai patogeni in condizioni di clima umido.
Le tecnologie micorriziche possono essere parte integrante dei programmi certificati di riforestazione. Questi prevedono l'uso di sistemi blockchain analoghi a quelli che garantiscono la sicurezza dei siti scommesse non AAMS e consentono di:
- registrare i dati relativi all'uso delle biotecnologie;
- monitorare la trasparenza della filiera, dalla coltivazione delle piantine alla rendicontazione;
- emissione di certificati di provenienza legale del legname.
Metodi di applicazione e composizione dei complessi
I complessi micorrizici sono disponibili in diverse forme:
- polveri secche;
- granuli;
- sospensioni;
- miscele pastose.
La scelta dipende dal tipo di terreno, dalla densità della vegetazione e dalle condizioni climatiche. Il metodo più conveniente è l'applicazione tramite irrigazione radicale.
Su terreni argillosi si ricorre all'iniezione tramite sonde a fessura. Ciò consente di convogliare il principio attivo direttamente alle radici ed evitare perdite per evaporazione. Hanno dimostrato un'elevata efficacia i complessi con l'aggiunta di:
- batteri azotofissatori;
- acidi umici;
- fosforo.
Risultati pratici e scalabilità
Le prove sul campo hanno dimostrato che, dopo una stagione dal trattamento, la percentuale di germogli vitali aumenta in media del 30-40%. Contemporaneamente si osserva una riduzione del numero di danni causati da funghi del suolo e un aumento della densità della chioma. Ciò è particolarmente importante per il ripristino di piantagioni di querce, betulle e pioppi, soggette alla formazione di vegetazione irregolare.
La tecnologia della micorizzazione è adatta per boschi naturali e piantagioni protettive lungo le autostrade o ai margini delle aree disboscate. Viene utilizzata dalle aziende forestali, dai proprietari privati di terreni e dai centri di ricerca che si occupano del ripristino della biodiversità.
I complessi micorrizici sono diventati una soluzione affidabile per lo sviluppo sostenibile delle foreste cedevoli. Agiscono attivamente sul sistema radicale, garantendo una crescita stabile anche in condizioni difficili. La nuova tecnologia apre possibilità illimitate per la silvicoltura rinnovabile e il mantenimento dell'equilibrio naturale.